L’edilizia residenziale pubblica del ‘900
L’edilizia residenziale pubblica del ‘900
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Area Formativa
Architettura
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Data di inizio
26/06/2026 - 09:15
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Data di fine
26/06/2026 - 12:45
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Durata
03:00 Ore
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Luogo
Sala Conferenze della Camera di Commercio dell’Umbria V.le Cesare Battisti 8, T
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Numero moduli
1
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Modalità di Fruizione
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Crediti Formativi
3
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Numero minimo
0
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Posti disponibili
40
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Codice del corso
ARTR497
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Prezzo
Iscritti Altri Ordini GratuitoIscritti Ordine Architetti Terni GRATUITO -
Partecipa
Aggiunto il 03/06/2026 - 18:12
Descrizione del corso
L’Europa e il nostro Paese hanno un ampio edificato risalente al XX secolo. Le architetture che lo compongono consistono sia in opere pubbliche
che in edilizia residenziale. Realizzate in parte tra le due guerre e in parte nei due-tre decenni dopo la seconda guerra mondiale, queste
costruzioni rispondevano alle necessità socio-economiche di quei decenni.
In alcune si scorge ancora l’utilizzo di tecnologie tradizionali a struttura continua, in cui la muratura talvolta è mista a parti di cemento armato;
in altri casi prevale la tecnologia del cemento armato o dell’acciaio. Nel fervore costruttivo, la tecnologia della prefabbricazione, utile a ridurre i
tempi del cantiere, ha avuto largo impiego in Europa, specie nell’edilizia residenziale sociale, mentre in Italia non ha trovato subito terreno
fertile.
La sperimentazione che all’origine ha caratterizzato queste architetture (ossia l’uso di nuovi materiali quali ferro, vetro, calcestruzzo armato)
ma anche la velocità dei tempi di esecuzione, necessaria per rispondere ai bisogni residenziali post-bellici, sono stati spesso causa di degrado
tecnologico e di deterioramento funzionale.
Ma è proprio l’aspetto della sperimentazione a rappresentare l’eredità giunta a noi ed è di questo che dobbiamo farci carico, spostando
l’attenzione prioritariamente sulla comprensione dell’opera moderna per riappacificarci con i suoi caratteri per poi intraprendere il giusto e
corretto approccio, teso alla conservazione e al riuso.
La tematica del restauro del moderno ha già qualche decennio e si inserisce a ragione nella consolidata tradizione della storia della
conservazione del patrimonio architettonico. Il processo è tuttora aperto, è una sfida in cui l’oggetto non è solo il costruito dei grandi architetti
del ‘900 ma anche l’edificato ricorrente che, disseminato nelle nostre città, ne caratterizza l’identità.
Locandina preliminare